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  • La Rivoluzione Giottesca raccontata attraverso un secolo di Storia

Comunicato Stampa 

La Candidatura di Padova Urbs picta

Otto luoghi straordinari, una città che in ogni angolo del suo centro storico racconta un capitolo della sua stessa Storia, una comunità che si riconosce nel suo patrimonio culturale e che vi partecipa attivamente : sono questi gli ingredienti di ‘Padova Urbs picta. Giotto, la Cappella degli Scrovegni e i cicli pittori del Trecento”, la candidatura italiana per la Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO per il 2020.

Un’impresa ambiziosa che vede unite insieme, nel riconoscimento di un percorso culturale unico al mondo le opere pittoriche di artisti che decorano in città luoghi civili e sacri nell’arco di un intero secolo a partire dall’impulso innovativo straordinario che Giotto aveva portato realizzando il suo indiscusso capolavoro, la Cappella Scrovegni.  La pittura murale di un secolo intero, il Trecento, conservata entro lo spazio delle mura cittadine, oggi centro storico, costituisce un patrimonio straordinario che vede irradiarsi dal capolavoro di Giotto un intreccio non solo di opere d’arte di alto valore, ma di relazioni significative tra artisti e committenti, tra il potere politico e religioso, nell’unica città che ha saputo far tesoro, sviluppare e trasformare il rivoluzionario linguaggio artistico del maestro toscano.

“Oggi spetta a noi il compito non facile di conservare e valorizzare ‘Padova Urbs picta’ nel suo insieme, continuando quel rapporto virtuoso con gli altri partners – Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti, Basilica e convento di Sant’Antonio con la Veneranda Arca del Santo e Diocesi di Padova consolidatosi in questi anni e che ci ha permesso di giungere insieme a questo traguardo.  commenta l’Assessore alla Cultura del Comune di Padova, capofila del Comitato promotore della candidatura  Cappella degli Scrovegni, Palazzo della Ragione e l’Oratorio di San Michele, la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani, il Battistero della Cattedrale; la Basilica e convento del Santo e Oratorio di San Giorgio assieme alla Cappella della Reggia Carrarese costituiscono un itinerario vivido, ben conservato e fruibile ai cittadini quanto ai visitatori, della cultura e della società del Trecento attraverso la pittura muraria, nonché strumento di studio per tanti esperti del settore che continuano a guardare alla città di Padova come la Capitale mondiale dell’affresco. Una responsabilità importante e impegnativa, ma altrettanto sfidante e stimolante, della quale noi stiamo cercando di raccontare ogni aspetto, per condividerne con il mondo la sua unicità.“

“L’impegno dell’Amministrazione è quello di continuare questo percorso di candidatura insieme al gruppo di lavoro, ai partners, all’Università di Padova, al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, all’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro e alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area Metropolitana di Venezia e per le Province di Belluno, Padova e Treviso per poter giungere insieme al riconoscimento UNESCO per la nostra città e per tutto il mondo. – ha detto il sindaco di Padova, Sergio Giordani – Crediamo nell’importanza del coinvolgimento e della partecipazione della comunità locale, delle associazioni e dei singoli cittadini, che già hanno dimostrato quanto siano interessati e propositivi per la tutela e la valorizzazione dell’eccezionale valore universale della propria città con la grande affluenza ai ‘Tavoli delle Idee’ per ‘Padova Urbs picta’, così come crediamo al valore dell’educazione al patrimonio dei bambini e dei ragazzi. Desideriamo ringraziare tutti gli attori coinvolti in questa straordinaria avventura, in particolare il personale del Comune di Padova e il Coordinamento e Relazioni Internazionali, Ufficio Patrimonio UNESCO del MiBAC, per la competente collaborazione che ha fornito e sta fornendo al Comune di Padova nel percorso di candidatura. Auspichiamo infine possa continuare con profitto questo cammino virtuoso anche nella futura gestione del prezioso patrimonio culturale comune che abbiamo il compito e il dovere di salvaguardare e valorizzare al meglio per noi e le generazioni future. “.

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